Archivi tag: convivenza

Francesco e le convivenze

20140214-papa-francesco-reuter-agi-660x371

Il Papa ha parlato ai parroci, cioè ai pastori che hanno le mani “in pasta” e che conoscono bene le situazioni concrete delle persone. Nessuno conosce le variegate realtà della vita meglio di loro.
Il Papa ha chiesto ai parroci due cose:
– testimoniare la grazia del sacramento del matrimonio e la sua forza, per rendere le persone consapevoli della grazia e la bellezza del matrimonio.
– essere concretamente attenti, senza avere atteggiamenti da burocrati, alle situazioni e alle persone. La Chiesa è una madre che si prende cura delle persone con tenerezza.
Ed è per questo che Francesco chiede di accogliere quei giovani che preferiscono vivere insieme senza sposarsi.
Ma il Papa non ha fatto altro che ripetere ciò che il Sinodo dei Vescovi del 2016 aveva approvato con un ampio consenso (più dell’80%, vedi Relatio finalis, nn. 70-71), e cioè che la scelta di essere semplicemente conviventi è spesso causata da una mentalità generale che è contro gli impegni definitivi, ma anche perché la coppia è ancora alla ricerca di una sicurezza esistenziale (un lavoro e uno stipendio fisso).
Tutte queste situazioni devono essere affrontate in modo costruttivo, cercando di trasformarle in opportunità di viaggio verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo.
Piuttosto, in molte circostanze, la decisione di vivere insieme è un segno di un rapporto che deve essere orientato verso una prospettiva di stabilità: è su questo che è importante concentrarsi.
Antonio Spadaro S.J.
Per leggere tutto l’intervento del Papa clicca qui!

Annunci

Convivenza e matrimonio

Il numero di settembre della rivista Gruppi Famiglia sarà dedicata all’Esortazione apostolica Amoris laetitia.
Mi fa piacere condividere con voi un’anticipazione, questa bella risposta di Anna Lazzarini.
Franco Rosada

Mi sembra che AL sia arrivata un po’ in ritardo: ormai i giovani convivono, che senso ha ancora parlare di “per sempre”? Teresa
La verità del sogno di Dio sulla coppia umana non è cambiata dal momento della creazione “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò”(Gen 1,27) e “i due saranno una carne sola” (Gen 2,24) non è un prodotto a scadenza, qualunque siano le strade che il peccato indica alla persone.
Se l’immagine di Dio è una comunione di persone è chiaro che l’unione tra uomo e donna potrà rompersi quando si romperà tale comunione, cioè MAI!
Oggi pare che l’affermazione del proprio io sia il percorso verso la felicità: l’esatto opposto di quanto propone il Vangelo che non è mai contro la gioia dell’uomo!
Il ‘per sempre’ non parte da un comando esterno: è un discorso di mistica, non di legge che risponde alla profonda esigenza dell’amore vero, non di quello che, in realtà, è solo un egoismo scambiato a due, dove ognuno, in qualche modo, usa l’altro per stare bene lui.
Pensa a quanta letteratura e musica sono nate dalla sofferenza per un amore perduto: questo ci dice quanto il “per sempre” sia insito nel nostro profondo… poi ci sono le paure, la mode, la scarsa catechesi, spesso l’assenza di testimonianza e di educazione alla Fede.
Temere un impegno riconosciuto e rinunciare al Sacramento sono una perdita, non una ricerca della gioia!
Anna Lazzarini

La convivenza è un sacramento?

Da dove salta fuori questa novità? Chi l’ha detta? Papa Francesco, secondo alcuni, il quale nel discorso di giovedì 16 all’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sulla Amoris laetitia avrebbe dichiarato:
“ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno”.
Il testo sopra riportato è più che corretto ma è lecito estrarre una frase dal contesto in cui è stata detta?
Se ti interessa saperne di più clicca qui!
Franco Rosada

 

 

Individualismo e convivenze

Se tutti pretendono di essere assolutamente liberi, come si fa a stare insieme, a fare famiglia? Questo è il dramma dei ragazzi d’oggi. Non si sposano perché sono cattivi, ma perché se uno non si può fidare nemmeno di se stesso, perché sa bene che non si lascerà scappare nessuna opportunità che gli si presenti, come si può fidare dell’altro? Di conseguenza, si applica la strategia di riduzione del danno: procediamo lentamente nella nostra relazione affettiva, ci metteremo forse 25 anni, ma allora, invece di fare le nozze d’argento, ci sposeremo.
Questo perché il concetto di patto per la vita è estraneo alla cultura individualista, alla cultura del capitalismo tecno-nichilista. Così i ragazzi, che hanno un mucchio di problemi legati all’instabilità del lavoro ma sono persone intelligenti, cercano di adottare la strategia di riduzione del danno.
Il fidanzamento (che contiene la parola fiducia, fede, ecc.), cioè la costruzione di una fiducia reciproca, si protrae per 10, 15 anni. Si deve prima convivere, fare tutta una serie di verifiche per essere ragionevolmente sicuri che si sta bene insieme. Poi ci si separa lo stesso, ma almeno uno ci ha provato.
Mauro Magatti

Paure e dubbi prima della convivenza!

Provate a leggere questo blog e i relativi commenti. Vi darà un buon quadro di quello che i giovani d’oggi pensano su convivenza e matrimonio. E’ un quadro che comunque dà speranza.
Franco Rosada
Vita: paure e seghe mentali prima della convivenza!.

Le nuove famiglie

Questo è il titolo di un dossier pubblicato oggi, 3 febbraio, su “Il Sole 24 ore”.
Ve lo segnalo perché, al di là del contenuto dei diversi articoli, largamente favorevoli alle unioni di fatto, sono riportati interessanti grafici – presumo attendibili – che però non vengono commentati.

dati "Il Sole 24 ore" del 3 febbraio 2014

dati “Il Sole 24 ore” del 3 febbraio 2014

Il dato più interessante è quello, come cita anche il commento al grafico, delle unioni libere, coloro che scelgono di non sposarsi: sono probabilmente “coppie di fatto”, che a noi sembrano così numerose perché oltre la metà di coloro che frequentano i corsi pre-matrimoniali sono conviventi, ma che sul numero complessivo delle famiglie – 24 milioni – fanno solo il 4%.  Questo perché, salvo casi isolati, la convivenza è solo uno stato “transitorio”. Forse andrebbero aggiunti anche i mono-genitori non vedovi, ma quanti di questi sono coppie di “fatto” non dichiarate o frutto di finte separazioni, entrambi metodi usati per eludere il fisco?
A me sembra che il numero più importante sia costituito dai single non vedovi – azzardo – persone o mai sposate o , purtroppo,  separate.
Franco Rosada
 

 

Il matrimonio è provvisorio?

Un tema da affrontare prossimamente, ha detto il Papa di fronte ai membri del consiglio ordinario del Sinodo, riguarda il matrimonio. «Oggi tanti cattolici non si sposano, convivono, il matrimonio è provvisorio: è un problema serio». Francesco ha aggiunto che nella riunione di ottobre con gli otto cardinali consiglieri «è stata prevista la domanda: a chi dobbiamo affidare uno studio sulla pastorale familiare in genere: al Sinodo? A un Sinodo speciale o ordinario? Diranno loro, ma questo è un problema che in ottobre vedremo…».
Andrea Tornielli, La Stampa, 14 giugno 2013