Archivi tag: comunicazioni sociali

Una società rabbiosa

La tragedia del ponte Morandi è Genova a ferragosto ha segnato, a livello di comunicazione, il culmine di una lunga campagna accusatoria nei confronti dei precedenti responsabili della cosa pubblica.
Scrive Enzo Bianchi: “Da una decina d’anni nella nostra società assistiamo a varie manifestazioni di un grande rancore, forti risentimenti, respinte di rabbia…”.
Non stupisce dunque che, sempre nel mese di agosto, anche papa Francesco è stato oggetto di un pesante atto di accusa – con uno stile simile a quello che attraversa il nostro “dibattito” sociale – da parte di ambienti cattolici nord-americani.
Forse di tutto ciò abbiamo colto la parola “pedofilia” ma l’attacco è ben più grave. Il vero obiettivo è colpire il Papa come se fosse un pericolo pubblico per la Chiesa intera.
Francesco ha scelto il silenzio e la preghiera. Siamogli vicini.
Franco Rosada
Fonte: La voce e il tempo, 9 settembre 2018, p.11

 

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La cultura dell’incontro

Il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2014 sarà: “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”.

La comunicazione, di per sé, coinvolge la persona umana nei suoi rapporti con gli uomini e le donne che lo circondano nel suo cammino esistenziale. La vera comunicazione, infatti, non è solo informativa, ma apre ampi spazi alla conoscenza e alla relazione, questo vale per i tradizionali mezzi di comunicazione, vale a dire stampa, radio, televisione e cinema. Ma queste due dimensioni, conoscitiva e relazionale, emergono ancora di più quando parliamo di nuove tecnologie. Le caratteristiche proprie delle attuali tecnologie comunicative – basti pensare al superamento di spazio e tempo e dell’interattività – dimostrano come oggi in campo comunicativo, ci si apre all’incontro con il mondo in cui viviamo e con gli uomini e le donne del nostro tempo. In questa prospettiva si comprende come la comunicazione tocca il cuore del rapporto interpersonale e la comunicazione sarà tanto più vera quanto più emerge questa dimensione umana.
Monsignor Claudio Maria Celli, SIR, 17 ottobre 2013

Il silenzio e la parola

La frase del pastore e teologo Dietrich Bonhoeffer “Facciamo silenzio solo per amore della Parola” sintetizza più di ogni altra considerazione il messaggio di Benedetto XVI, inviato a gennaio per la giornata delle comunicazioni sociali del 20 maggio, alla chiesa universale e a tutti coloro che desiderano confrontarsi, con serietà, responsabilità e libertà sul tema dell’informazione. La parola non sempre ci fa pensare a ciò che diciamo o fingiamo di ascoltare. La relazione tra persone, la ricerca di una sintesi nella complessa babele di parole che ci travolgono a tutti i livelli è necessaria per vivere e non sopravvivere all’urto dell’immanente flusso presente di fatti e vicende.
L’anima e la mente hanno bisogno di silenzi e riflessioni, individuali e comunitarie, anche nell’ambito di ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto in dono. A causa delle attuali dinamiche della comunicazione siamo sommersi da un flusso continuo di domande e risposte, spesso anzi di risposte non richieste, che vorrebbero anticipare e indurre questioni di nessuna utilità…
Luca Rolandi
Per continuare la lettura: www.rivistamissioniconsolata.it numero 5, maggio 2012, p.27