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L’amore coniugale secondo la Chiesa


Il pensiero di sant’Agostino sul matrimonio, che fu determinante per le prime riflessioni teologiche, è stato condizionato dalla difficoltà di apprezzare totalmente la positività dell’amore corporeo nuziale sacramentale, essendo l’anima “caduta” in un corpo mortale, e si è concentrato soprattutto sui “fini” dell’istituzione, ponendo al centro la procreazione e tenendo in ombra il “senso”.
La stessa vivacissima controversia che per secoli ha contrapposto fra loro i sostenitori della “unione carnale” oppure del “consenso” come elemento strutturalmente costitutivo del matrimonio è sempre rimasta prigioniera della logica dei fini.
Nella storia della Chiesa l’amore coniugale è stato come un fiume carsico, che è emerso solo in alcuni momenti particolari.
Solo con il diffondersi dell’amore romantico, l’amore diventa elemento centrale del matrimonio. Ma questo cambiamento di prospettiva non si verifica nella Chiesa ma altrove, nell’ambito della cultura laica.
Solo con il Concilio Vaticano II l’amore viene “inserito” all’interno del matrimonio, divenendone la struttura portante, “comunità di vita e di amore” (GS 48).
Tratto da Gruppi Famiglia, n.101
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Parrocchie, web e social network


Al giorno d’oggi, in particolare nei confronti delle generazioni più giovani, una parrocchia non può esimersi dall’essere presente on line, con un sito web o una pagina Facebook. Ma come gestire al meglio questi strumenti digitali, in sintonia con la missione della Chiesa?
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P.S. Facebook, Twitter, Wikipedia ti interessano anche a livello personale?  clicca qui!

Clik to pray: pregare con il Papa


Papa Francesco ha lanciato la piattaforma ufficiale della Rete mondiale di Preghiera del Papa: Click To Pray.
«Qui inserirò le intenzioni e le richieste di preghiera per la missione della Chiesa», ha detto avviando l’app in diretta.
«Internet e social media sono una risorsa del nostro tempo; un’occasione per stare in contatto con gli altri, per condividere valori e progetti, e per esprimere il desiderio di fare comunità. La rete può aiutarci anche a fare comunità, a pregare insieme», ha concluso il papa
.
Per saperne di più: https://clicktopray.org/it/

Donne per la Chiesa


Sono veramente lieto che il Premio per la ricerca e l’insegnamento della teologia sia attribuito a una donna, la Professoressa Marianne Schlosser. Non è la prima volta – perché già la Prof.ssa Anne-Marie Pelletier lo ha ricevuto –, ma è molto importante che venga riconosciuto sempre di più l’apporto femminile nel campo della ricerca teologica scientifica e dell’insegnamento della teologia, a lungo considerati territori quasi esclusivi del clero.
È necessario che tale apporto venga incoraggiato e trovi spazio più ampio, coerentemente con il crescere della presenza femminile nei diversi campi di responsabilità della Chiesa, in particolare, e non solo nel campo culturale. Da quando Paolo VI proclamò Teresa d’Avila e Caterina da Siena dottori della Chiesa non è permesso più alcun dubbio sul fatto che le donne possono raggiungere le vette più alte nell’intelligenza della fede. Anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI lo hanno confermato, inserendo nella serie dei dottori i nomi di altre donne, Santa Teresa di Lisieux e Ildegarda di Bingen.
Papa Francesco, 17 novembre 2018
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Al genio femminile abbiamo dedicato il numero 78 della nostra rivista: http://www.gruppifamiglia.it/GF78_2012.htm
Sul tema della presenza attiva della donne nella Chiesa vi rimandiamo al sito: http://www.donneperlachiesa.it/ di cui è stata promotrice Paola Lazzarini, nostra collaboratrice

Il sinodo sui giovani


Papa Francesco ha aperto il Sinodo con un versetto del Vangelo di Giovanni: «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»: «All’inizio di questo momento di grazia per tutta la Chiesa, in sintonia con la Parola di Dio, chiediamo con insistenza al Paraclito che ci aiuti a fare memoria e ravvivare le parole del Signore che facevano ardere il nostro cuore», ha detto il Papa, «perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore». Che lo Spirito, è l’invocazione del Papa, «ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito. È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo».
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La donna, oggi

Tra i temi su cui riflettete oggi, c’è forse un tratto comune che li accomuna tutti e che forse potrebbe essere un elemento di discussione per il futuro: la donna.
La donna nella società di oggi, la donna nella Chiesa, la donna nella famiglia.
È solo una suggestione, e niente di più, ma ho la netta impressione – parlo da pastore ovviamente – che sulla condizione della donna e sul suo status ontologico si stia giocando una delle sfide più importanti e più rischiose della contemporaneità.
E forse, su questo punto, è venuto il momento di tornare a riflettere come Chiesa, con mitezza, serenità e soprattutto con coraggio.
Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, 11 novembre 2017
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Come Gruppi Famiglia abbiamo affrontato il tema nel numero 78 della rivista: clicca qui!
Per l’influenza del pensiero femminile/femminista negli attuali modelli di vita clicca qui!

Siamo tutti “sacerdoti”

Dopo il Concilio Vaticano I da molti si riteneva che un nuovo concilio non fosse né possibile, né necessario.
Con queste premesse, il Vaticano II apparve, 50 anni fa, un vero miracolo come anche lo è stata la genesi del suo documento più importante: la costituzione dogmatica Lumen gentium.
Le bozze iniziali furono respinte, il documento venne profondamente rivisto e nacque, tra gli altri, il secondo capitolo sul popolo di Dio.
Il valore di questo capitolo è enorme perché la Chiesa, dopo essersi riconosciuta, per secoli società perfetta, cambia completamente registro.
La metafora del popolo di Dio serve a superare la dualità clero-laici, non per favorire una sorta di populismo laico, ma per far risaltare la dignità di ogni membro della Chiesa.
Questo nuovo popolo non è più fondato sulla “carne” ma sullo Spirito ed è un popolo sacerdotale.
Franco Rosada
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