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La stanchezza della speranza


“Da un po’ di tempo a questa parte non sono poche le volte in cui pare essersi installata nelle nostre comunità una sottile specie di stanchezza, che non ha niente a che vedere con quella del Signore. E qui dobbiamo fare attenzione. Si tratta di una tentazione che potremmo chiamare la stanchezza della speranza. […] Nasce dal guardare avanti e non sapere come reagire di fronte all’intensità e all’incertezza dei cambiamenti che come società stiamo attraversando. Questi cambiamenti sembrerebbero non solo mettere in discussione le nostre modalità di espressione e di impegno, le nostre abitudini e i nostri atteggiamenti di fronte alla realtà, ma porre in dubbio, in molti casi, la praticabilità stessa della vita religiosa nel mondo di oggi.”
Per guarire la speranza, bisogna ricordare l’esortazione “dammi da bere”: è quello che chiede il Signore ed è quello che chiede a noi di dire, per tornare sempre al pozzo fondante del primo amore. Significa avere il coraggio di recuperare la parte più autentica dei carismi originari (non limitata solo alla vita religiosa, ma a tutta la Chiesa) e riconoscersi bisognosi che lo Spirito ci trasformi in donne e uomini memori di un incontro.
Papa Francesco, Panama 26 gennaio 2019
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La spirale del silenzio

Secondo Elisabeth Neumann, fondatrice dell’Istituto di Opinione Pubblica di Allensbach (Germania), ognuno di noi avrebbe una specie di senso quasi-statistico per determinare con relativa precisione quali opinioni stanno guadagnando lo spazio pubblico e diventano maggioritarie, e quali invece lo stanno perdendo. Si innesca così un processo a spirale per cui le opinioni avvertite in recessione tendono a diventare come mute e quelle percepite come vincenti riempiono il vuoto lasciato e si ingigantiscono, In situazioni estreme, come i grandi cambiamenti sociali, le opinioni minoritarie potrebbero addirittura scomparire dalla sfera pubblica, nonostante esistano ancora.
Un esempio di questa ipotesi lo si trova in uno scritto di Alexis de Tocqueville.
L’autore della Democrazia in America affermava: “La Chiesa di Francia, fin allora feconda di grandi oratori, sentendosi disertata da tutti quelli che un interesse comune doveva legare alla sua causa, ammutolì (…) Quelli che negavano il cristianesimo alzavano la voce e quelli che vi credevano ancora tacevano: accade quanto abbiamo visto accadere spesso da allora, e non soltanto in fatto di religione, ma in ogni altra materia.
Gli uomini che serbavano la antica fede temettero di essere soli, e temendo più l’isolamento che l’errore, si unirono alla folla pur senza pensare come essa. Per tal modo quello che non era ancora se non il sentimento dì una parte della nazione, parve l’opinione di tutti; da allora apparve irresistibile anche agli occhi di coloro che le davano falsa apparenza”.
Norberto Gonzàles Gaitano, Pontificia Università di Santa Croce