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Deepfake


I deepfake sono immagini o video manipolati applicando sul volto del protagonista la faccia e le parole di qualcun altro in tempo reale. Questi strumenti possono intorbidire le relazioni politiche, economiche e diplomatiche. Ed esacerbare i conflitti internazionali.
Striscia la notizia a fine settembre c’era un Matteo Renzi che straparlava fra battute al vetriolo e commenti sui suoi avversari politici. Basta una webcam e un software che elabora immagini e voce.
Non c’è un antidoto. Soprattutto, per smascherare simili artefazioni quando non vengono dichiarate, serve tempo mentre la loro viralità on-line può essere istantanea e devastante. L’unica arma di difesa è uno scetticismo profondo e il sospetto permanente verso tutto e tutti. Il ché ha un effetto ancor più profondo e pericoloso delle manipolazioni stesse.
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Sei esperto di “bufale”?

Siti web, ma anche profili social, foto e video. Chi si informa online ogni giorno incontra decine di contenuti provenienti dalle fonti più diverse che andrebbero verificati.
Negli ultimi anni sono arrivati diversi strumenti che permettono di capire se una notizia è attendibile o no: dai motori di ricerca settoriali alle icone per identificare gli account “verificati”, passando per la ricerca inversa sulle immagini o i siti che catalogano centinaia di “bufale” virali.
Spesso si tratta di strumenti davvero semplici, che non richiedono nessuna competenza tecnologica specifica, a cui vengono introdotti anche gli studenti delle scuole medie e superiori.
Come nel caso del QUIZ messo a punto dall’Associazione Factcheckers e Sky Academy per un evento organizzato in occasione del primo International Factchecking Day 2017 con un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
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Falsi miti sui vaccini

Il vaccino antimorbillo può causare l’autismo.
Non c’è legame tra vaccini e autismo, se non una coincidenza temporale: i disturbi dello spettro autistico si presentano nell’epoca in cui è prevista la vaccinazione contro il morbillo. Questa falsa informazione origina con gli studi pubblicati da Andrew Wakefield su Lancet nel 1998. Questo lavoro non provava una vera correlazione tra autismo e vaccino antimorbillo. Tantissimi studi epidemiologici hanno in seguito smentito questa pubblicazione.
Gli immigrati fanno abbassare le soglie vaccinali.
Gli immigrati si vaccinano, quando vengono loro offerte correttamente le vaccinazioni.
Nei vaccini sono presenti metalli pesanti pericolosi.
Il mercurio non è più contenuto nei vaccini in uso nel nostro Paese.
L’alluminio è usato in quantità bassissime, inferiori a quelle con cui entriamo in contatto attraverso l’acqua. Le nano particelle sono presenti ovunque, uno dei maggiori contenitori di nano particelle con cui veniamo in contatto è l’acqua.
Somministrare più vaccini insieme aumenta gli effetti collaterali.
I vaccini combinati non danno maggiori effetti collaterali dei vaccini somministrati singolarmente (p.e. l’esavalente non dà più effetti collaterali rispetto a 6 eventuali somministrazioni distinte).
La co-somministrazione di 2 vaccini distinti può aumentare la probabilità di una reattogenicità (p.e. esavalente e meningococco B), ma che l’intensità degli effetti collaterali si sommi è difficile dimostrarlo.
Con la vaccinazione si può essere contagiosi.
Ciò è escluso per i virus che si propagano con l’aria. Nei casi in cui il vaccino contro la varicella dà luogo ad un esantema, invece, il virus potrebbe essere presente nelle vescicole e il contatto con queste potrebbe presentare un piccolo rischio di contagio.
La vaccinazione di massa è un favore alle case farmaceutiche.
Le multinazionali che producono vaccini guadagnerebbero di più se la gente si ammalasse; il guadagno sui vaccini è ridotto rispetto a quello sugli altri farmaci.
Elisabetta Franco, Professore Ordinario di Igiene, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Articolo tratto da Città Nuova, luglio 2017

Fabbricanti di bufale

Una delle più struggenti storie della storica campagna elettorale americana del 2016 resta la profezia del musicista Kurt Cobain, nel 1993, un anno prima di suicidarsi: «Alla fine la mia generazione sorprenderà tutti. Sappiamo che i due partiti giocano insieme al centro e, quando matureremo, eleggeremo finalmente un uomo libero. Non sarei per nulla sorpreso se fosse un uomo d’affari, incorruttibile, che si dia davvero da fare per la gente. Un tipo alla Donald Trump, e non datemi del pazzo…».
Peccato che la citazione del leader dei Nirvana, che ha fatto il giro dei social media, Twitter, Facebook, Google, sia inventata, forse in Russia, forse in America, da trolls che inquinano di menzogne i paesi democratici…
Gianni Riotta, La Stampa, 17 novembre 2016
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