Archivi tag: avvento

Prepariamoci al Natale 1

ascolta

Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò a lui e cenerò con lui (Ap 3,20).
In ogni casa non manchi l’occasione, nel periodo d’Avvento, per rileggere alcuni brani del Vangelo di Luca che ci permettono di accompagnare il cammino delle feste natalizie. Farlo insieme, genitori e figli, è un modo per ascoltare il Signore, ma anche per ascoltarci reciprocamente e, forse, riprendere un dialogo interrotto dalle troppe attività e servizi e poco attento ai problemi ed esigenze interiori di ciascuno. Occorre riappropriarsi del tempo che si passa in casa, per non disperdere la ricchezza dell’incontro interiore e profondo tra le persone. Altrimenti il vortice delle attività e la voce forte e suadente dei mass-media diventano un’impellente necessità a cui non si riesce alla lunga a rinunciare. La lettura della Bibbia e del vangelo, insieme alla preghiera familiare, sono uno spazio di libertà per se stessi e per imparare ad ascoltare e rispondere, in famiglia, alle necessità e richieste e attese più vere di chi ci sta accanto.
+ Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino
Per leggere la Lettera pastorale di Nosiglia clicca qui!

Annunci

Avvento: tempo di conversione

Il tempo di Avvento è tempo di conversione. Lo sappiamo vivere con questo spirito?
Ci possono aiutare le riflessioni proposte dal CPM, Centri di preparazione al matrimonio, che per ogni domenica dell’anno preparano un commento alla liturgia della Parola, seguite da alcune domande per il lavoro di coppia.
II domenica di Avvento
Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12
– L’Avvento è per noi un periodo in cui ricercare la “conversione” della nostra anima o piuttosto sono solo quattro settimane che precedono la grande festa della nascita del salvatore?
– Per noi “convertirsi” significa voltarsi indietro per rivedere la nostra vita e con umiltà cercare di eliminare i nostri piacevoli “no”, facendo il proposito di migliorarci e crescere nella conoscenza dell’unica Parola che ci aiuterà veramente a cambiare?
– L’apostolo Paolo ci invita ad accoglierci gli uni gli altri non solo come fratelli ma come Cristo ha accolto ciascuno di noi: cosa che ci sembra impossibile da realizzare con le nostre forze umane ma attraverso la preghiera e la grazia di Dio possiamo riuscirci. Siamo consapevoli di questa realtà?

– Giovanni Battista, precursore del Messia, predica la sua prossima venuta, ma noi crediamo veramente che quel “bambino” è il Figlio di Dio, il salvatore dell’umanità?
– Siamo capaci di ascoltare e di imitare chi testimonia il Cristo con il proprio quotidiano?
Gianna e Aldo – CPM Genova

 

Tempo di Avvento


Foto dal diario di Patrizio Righero

Il gusto di attendere

Oggi si è perso il gusto di attendere. Su cerca di avere tutto e subito e, se quel qualcosa o quel qualcuno verso cui si tende non è facilmente raggiungibile, allora si cercano scorciatoie, si individuano nuove mete o ci si tiene impegnati con altro. Eppure, l’attesa nasconde tanta ricchezza.
Ci vengono in mente le sensazioni vissute da bambini, quando attendavamo la venuta dei nostri genitori all’uscita da scuola, oppure quando contavamo le ore e i minuti mancanti per vedere i nostri amici. Pensiamo alle emozioni provate nell’attesa della nostra prima comunione, del nostro diciottesimo compleanno, all’inquietudine nell’attesa di una risposta importante, alle sensazioni vissute nell’attesa di scoprire la propria vocazione e, nel nostro caso, di riconoscerla in una vita insieme, all’emozione nell’attesa di quel “sì” scambiato all’altare…
L’attesa, se vissuta con consapevolezza e pienezza, consente di rendere più vero e autentico l’incontro con ciò o con chi attendiamo.
Ma come facciamo a metterci in attesa, se teniamo il capo chino su noi stessi, con il cuore appesantito da «dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita», che impediscono di guardare con gli occhi del cuore chi e ciò che abbiamo intorno e verso cui tendiamo?
Non sarebbe possibile. Proprio per questo il tempo di Avvento che inizia con questa domenica ci chiede di levare il capo, di svegliarci dal torpore in cui a volte cadiamo.
Roberta e Lorenzo Sfienti
Tratto da: Ascolto e annuncio, n.1 anno C, EDB, Bologna 2012