La famiglia mediattiva

Lassista, restrittiva, permissiva, luddista, affettiva e mediattiva.
Sono sei i modelli di famiglia (rispetto ai consumi mediali dei figli) evidenziati nel capitolo del Rapporto Cisf 2017 «Media digitali e social, educazione e famigli», curato da Pier Cesare Rivoltella – direttore del Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica.
Ben quattro tipi di famiglia, pur con comportamenti opposti sono considerati a basso impatto educativo.
«Le Famiglie lassiste e quelle permissive rinunciano a mediare il rapporto dei figli con le tecnologie digitali, mentre la famiglia luddista risolve la mediazione nella scelta estrema di espellere i media dall’universo familiare (in questo modo pensando di non dover più esercitare alcuna mediazione).
La famiglia restrittiva ha un livello alto di controllo (i genitori leggono le email ricevute dal figlio, lo costringono a navigare in casa, verificano i siti che ha visitato) ma un basso livello di educazione.
La Famiglia affettiva invece incoraggia i figli ad usare i media digitali e condivide con gli stessi il consumo, ma non fornisce loro strumenti per diventare fruitori critici».
L’unica che sembra centrare gli obiettivi educativi in maniera efficace è la «famiglia mediattiva». Come?
Avvenire, 14 dicembre 2017
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