Sinodo e clericalismo


Nella Chiesa sinodale la separazione tra Chiesa docente e Chiesa discente non è rigida, giacché il popolo di Dio, grazie al sensus fidei, non può sbagliarsi nel credere e possiede un proprio fiuto per discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa.
Il Concilio Vaticano II ha respinto la distorta rappresentazione di una gerarchia attiva e di un laicato passivo, ha insegnato che tutti i battezzati, lungi dall’essere «membri di secondo ordine» del popolo di Dio e «semplici esecutori di ordini dall’alto», partecipano, secondo il modo che è loro proprio, alle tre funzioni di Cristo profeta, sacerdote e re e, in particolare, che «Cristo esercita la funzione profetica non soltanto per mezzo della gerarchia, ma anche attraverso il laicato».
Di conseguenza, nella Chiesa dallo stile sinodale è messa decisamente al bando ogni forma di clericalismo sia attivo (la tentazione, da parte del clero, di clericalizzare i laici) che passivo (il desiderio dei laici di essere clericalizzati). Il clericalismo è come il tango; lo si balla sempre in due: non esistono laici clericali o clericalizzati che non abbiano l’appoggio di qualche prete e non c’è un prete clericale che non abbia qualche laico che muore dalla voglia di fare il prete.
Andrea Lebra
Fonte: http://www.settimananews.it/sinodo/il-sinodo-che-sogno/?utm_source=newsletter-2021-11-30#_ftn48

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