Il Padre nostro di Dante Alighieri


Purgatorio, Canto XI, vv. 1-24

Originale:

«O Padre nostro, che ne’ cieli stai, non circunscritto, ma per più amore ch’ai primi effetti di là sù tu hai,

laudato sia ‘l tuo nome e ‘l tuo valore da ogni creatura, com’è degno di render grazie al tuo dolce vapore.

Vegna ver’ noi la pace del tuo regno, ché noi ad essa non potem da noi, s’ella non vien, con tutto nostro ingegno.

Come del suo voler li angeli tuoi fan sacrificio a te, cantando osanna, così facciano li uomini de’ suoi.

Dà oggi a noi la cotidiana manna, sanza la qual per questo aspro diserto a retro va chi più di gir s’affanna.

E come noi lo mal ch’avem sofferto perdoniamo a ciascuno, e tu perdona
benigno, e non guardar lo nostro merto.

Nostra virtù che di legger s’adona,  non spermentar con l’antico avversaro, ma libera da lui che sì la sprona.

Quest’ultima preghiera, segnor caro, già non si fa per noi, ché non bisogna, ma per color che dietro a noi restaro».

 

Parafrasi:

«O Padre nostro, che stai nei cieli,
non delimitato da essi, ma per il particolare amore che a essi e agli angeli tu porti,

sia lodato il Tuo nome e la Tua potenza
da ogni creatura, com’è giusto
rendere grazie al Tuo Spirito Santo.

Giunga a noi la pace del Tuo regno,
perché noi ad essa non possiamo giungere da soli,
seppur con tutto il nostro ingegno, se essa non viene [incontro a noi].

Come i Tuoi angeli sacrificano per Te la loro volontà, cantando “Osanna”,
così facciano gli uomini con la loro.

Dacci oggi, come ogni giorno, il pane della grazia,
senza il quale in quest’aspro deserto
retrocede chi più si affanna ad andare avanti.

 E come noi perdoniamo a ciascuno il male che abbiamo sofferto, anche tu perdonaci benignamente, e non guardare ai nostri meriti.

Non mettere alla prova con la tentazione del demonio la nostra virtù che facilmente si abbatte,
ma liberaci da colui che la spinge [verso il peccato].

Quest’ultima preghiera, Signore amato, non la rivolgiamo per noi, perché non ne abbiamo più bisogno, ma per coloro che sono rimasti dietro di noi [in vita]».

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