Un Sinodo per l’Italia


Si parla finalmente di un Sinodo per la Chiesa Italiana ma un processo sinodale è di fatto già in atto.
Per esempio, la scelta di celebrare, nel periodo di Avvento e Natale, la terza forma del rito della penitenza, fatta dalle diocesi del Triveneto e da altre (poche) diocesi italiane, ha esattamente questa forma: ossia, quella di una suggestione del ministero ordinato che impatta su una disponibile volontà della comunità credente – perché ne è il frutto che viene da un ascolto sensibile e illuminato dei vissuti.
Un’altra realtà che può essere compresa come traccia di una sinodalità in atto nella nostra Chiesa è quella della celebrazione domestica del giorno del Signore – di cui tutti abbiamo appreso i primi rudimenti insieme, preti e laici, in questo primo anno della pandemia. Ciò che si è realizzato è stato l’allargamento della liturgia comunitaria della fede nei luoghi in cui abita la città secolare del nostro tempo.
La celebrazione cristiana, in ragione di questo trasloco forzato, non induce più a pensare la fede come alla creazione in vitro di un altro mondo, parallelo e alternativo a quello degli uomini e delle donne nostri contemporanei, ma come a un modo proprio di abitare e stare nel mondo che è di tutti.
Marcello Neri
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