Giovani e fede


I giovani non si aspettano più niente da questa Chiesa che noi adulti incarniamo, e per cogliere questo dato è necessario tener conto della rottura generazionale della trasmissione della fede.
Se siamo davanti ad una generazione per la quale quanto vissuto con l’iniziazione cristiana rimane un bel ricordo, un ‘rumore di fondo’ che non incide nella vita quotidiana da questa generazione arriva la domanda provocatoria “Che cosa significa essere cristiani quando non si è più bambini?”.
Oggi, la maggior parte dei giovani sta imparando a vivere senza Dio, senza esperienza della Chiesa, senza riferimento a Gesù Cristo e la ragione di tutto questo è la rottura della trasmissione generazionale della fede perché l’universo adulto ha rinunciato alla propria testimonianza di fede. Innanzitutto in famiglia. Ma gli occhi di mamma e papà sono la prima cattedra di teologia e se in loro non c’è l’esperienza di Dio il problema di Dio non si pone nei loro figli. Si tratta di prendere consapevolezza  che siamo davanti ad un’eclissi di un cristianesimo domestico.
Don Armando Matteo
Vedi anche “La prima generazione incredula

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