L’agnello di Dio


Giovanni Battista, vedendo Gesù venire verso di lui, dice: “Ecco l’agnello di Dio…”.
Perché questo appellativo? Dobbiamo ritornare al libro dell’Esodo.
Dopo le nove piaghe che non hanno smosso il cuore del faraone, JHWH sta per mandare l’ultima, che libererà Israele dalla schiavitù.
Gli ebrei dovranno procurasi un agnello, ucciderlo, mangiarlo e con il suo sangue segnare gli stipiti delle loro case.  L’angelo del Signore ucciderà tutti i primogeniti della terra d’Egitto ma passerà oltre le case segnate con il sangue dell’agnello.
L’agnello quindi serve come nutrimento, indispensabile per il lungo cammino che attende Israele, e come difesa dal male, dalla morte.
Anche oggi il sacerdote, prima della comunione, proclamerà: “Ecco l’agnello di Dio…”, sollevando l’eucarestia.
Questo è il senso del nostro partecipare alla Messa: per ricevere nutrimento, sostegno e difesa nel nostro cammino quotidiano.
Don Davide Pavanello

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