Il significato del presepe


Gli uomini inventano divinità (da Prometeo al Progresso) che li liberino dal peso della vita, nel presepe invece – la mangiatoia non lascia spazio a teorie – questo peso viene accettato e riempito di senso: il lavoro, la festa, la fatica, il riposo, il pianto, la gioia, la malattia, il fallimento, la noia, il male, le relazioni, la meraviglia, la paura… tutto, proprio tutto, è occasione di vita. Il presente non è una condanna da scongiurare, mitizzando il passato (era meglio prima) o il futuro (sarà meglio dopo), ma una sfida: la libertà diventa così la chiave dell’esistenza, in quanto capacità di vivere ogni momento nella pienezza di senso che decidiamo di dargli.
Il presepe ci interroga sul nostro essere qui e ora: che cosa ci fa vivere la giornata con gioia, libertà e iniziativa? Per cosa viviamo? Che cosa ci fa rinascere ogni 24 ore? Cercare la risposta è il Natale.
Alessandro D’Avenia
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