Mortali e peccatori


Questo cesto è un particolare di un dipinto del Caravaggio: Cena in Emmaus.
Questo cesto ha una particolarità: sporge dal tavolo, è in bilico. Il cesto di frutta è simbolo della vita intera. Qui rappresentata in bilico. Basta un nulla a far cadere quel cesto. Perché così è la vita degli umani. Sempre sospesa…
Siamo sempre in bilico, sempre in bilico tra la vita e la morte. Non abbiamo la vita nelle mani, non siamo in grado di autofondarci. Ma se davvero il Signore è Risorto allora sappiamo che il nulla, il male e la morte non sono l’ultima parola. Possiamo giocarci con fiducia la vita, guardare con fiducia il futuro. Perché Gesù Cristo è il Signore, il Vincitore…
In secondo luogo la frutta del dipinto porta i segni della caducità: la mela è bacata, le foglie dell’uva sono ingiallite, il fico è spaccato. Infatti nessuno è perfetto, siamo tutti un po’ bacati.
Ogni volta che ci sediamo a tavola dobbiamo riconoscere che nella giornata trascorsa abbiamo ceduto spesso al male: una parola mal detta, un gesto scortese, momenti di pigrizia, scelte egoiste, giudizi avventati, insincerità. Oppure a tavola troviamo persone “bacate”, che ci hanno offeso, sono state sgarbate con noi, non ci sono state vicine. La tavola diventa un’ottima occasione per riconciliarci: chiedere scusa e donare perdono. E ripartire.
Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo (TO)
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