Keynes oggi


Quando le “aspettative” della gente in campo economico sono pessimistiche, la politica monetaria – aumenti di moneta in circolazione e variazioni dei tassi di interesse – è inefficace. E quando sono molto negative è addirittura nulla: le banche possono alzare il tasso di interesse all’infinito, ma la gente trattiene tutta la liquidità che riceve per mancanza di fiducia nel futuro.
Fu sulla morte della fiducia nella politica monetaria che Keynes inventò la politica fiscale: per uscire dalla crisi, non potendo fare affidamento sulla liquidità e sulla moneta, occorre che il governo investa in spesa pubblica, in concrete e realissime strade e ponti, che non dipendono (se non in minima parte) dalle aspettative della gente. E così sbloccare il sistema, aumentare occupazione e Pil.
Questa è la vera modernità: il mondo si è molto complicato, le persone con le loro emozioni e “pance” contano molto e dobbiamo fare i conti davvero con la complessità. E quando si affrontano sistemi complessi, occorre sempre diffidare delle soluzioni semplici. Come sono molte delle idee che girano in questi ultimi tempi, quando in molti pensano di uscire dalla crisi economica manovrando monete reali o immaginarie.
Illusioni contro le quali Keynes reagì ed ebbe successo.
Luigino Bruni, Città nuova, n.8 2019
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