Cattolici e basta

Se da una parte ci sono i cattolici “moralisti”, bravissimi a leggere nel pensiero altrui ma molto meno a fare proposte e dall’altra ci sono i cattolici “socialoni”, sempre pronti a fare sconti al grido di “tanto la Chiesa cambia”, nel mezzo – gli unici ad aver capito la complessità del momento storico e a essere in grado di fare sintesi per cercare di dare risposte alla gente, andando oltre le analisi che si rincorrono sulle difficoltà endemiche del nostro Paese – ci sono loro, i cattolici senza aggettivi.
Quelli che si spaccano la schiena ogni giorno, immischiandosi senza paura, testimoniando quell’Eucaristia che prendono ogni domenica: a scuola, nel condominio, nel quartiere, nel gruppo di mamme, in oratorio, sul posto di lavoro. Per risolvere problemi e trovare soluzioni efficaci e condivise. Sempre, rigorosamente, avendo come punto di riferimento Qualcuno che mi ama senza che io abbia fatto nulla.
Gigi De Palo
Il testo è tratto dal numero di aprile 2019 di: Noi, famiglia e vita, supplemento mensile del quotidiano Avvenire.
Trovate i numeri arretrati in formato pdf all’indirizzo: http://www.mpv.org/category/comunicazione/noi-famiglia-vita/

Una risposta a “Cattolici e basta

  1. Sono totalmente d’accordo: la frase “Tanto la Chiesa cambia” usata come lasciapassare per far ingoiare ai cattolici qualsiasi porcata è insopportabile. Forse andrebbe insegnato a chi la tira fuori che un conto è cambiare, un altro è snaturarsi.

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