La comunicazione politica


Il mondo è impregnato di metafore, anche se non se ne ha sempre piena consapevolezza.
Il linguaggio è metaforico e può essere utilizzato nella comunicazione politica in modo positivo o negativo.
In quest’ultimo caso, si hanno manipolazione e inquinamento del consenso. L’effetto manipolatorio e inquinante delle metafore non si combatte negandolo, perché in questo modo lo si rafforza.
L’alternativa è costruire metafore diverse, in grado di evocare cornici interiori, i cosiddetti frame, e indicare diversi quadri di riferimento ideali.
I frame infatti sono cornici mentali che determinano la visione del mondo e di conseguenza obiettivi, progetti, azioni e i loro risultati (negativi o positivi). Costituiscono quello che gli scienziati chiamano «inconscio cognitivo», cioè quelle cornici mentali che non si percepiscono mediante una riflessione cosciente, ma tramite gli effetti che causano.
Il linguaggio è l’indicatore delle cornici mentali inconsce, ogni parola ne attiva una. I frame sono attivati anche dalla loro negazione e più li si nega, più li si rafforza. La conseguenza nel discorso politico è evidente: se si discute con un esponente del partito politico opposto usando il suo linguaggio, si mettono in azione i frame di quel partito, rendendoli più forti a discapito di quelli del proprio orientamento politico.
Trato da: George Lakoff, Non pensare all’elefante! Come riprendersi il discorso politico. Chiarelettere, pp. 268, euro 14

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