Padre nostro


Il Padre nostro ha il volto di mia nonna. Dev’essere stato in cucina, oppure mentre sciacquava i panni nelle acque del torrente Astico. Terza ipotesi: seduti, entrambi, sui banchi della nostra chiesa di Calvene, sotto il Crocifisso, appena usciti dall’asilo.
All’anagrafe avevo quattro anni, o giù di lì: mi insegnò a mettere in fila indiana quelle sette frasi che, tempo al tempo, sarebbero diventate sintesi di tutto quello che avrei potuto osare chiedere a Dio. Dopo il Pater, nessun’altra orazione è più sorta su labbra d’uomo che non fosse già contenuta in questa: la più fanciulla, quella primordiale, preghiera casa e chiesa. Il Padre, poi anche la Madre: l’Ave Maria.
A casa non ci furono mai conflitti di interesse: prima Lui o prima la Madre, era chiaro che Dio aveva un diritto di prelazione nell’anima. Fu la nonna a decidere, a nome di noi bambini, le giuste posizioni: prima Dio, poi Maria. A Dio, attraverso Maria: che lei ci portava a pregare sul Monte Berico, la cima mariana di chi nasce nel vicentino. Ora pro nobis, Santa Dei genitrix.
Marco Pozza, Avvenire, 19 aprile 2018
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Questo sarà anche il tema del numero di giugno 2019 della rivista Gruppi Famiglia.

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