Una santità concreta


Pierluigi Proietti, che con la moglie Gabriella costituisce la coppia di sposi collaboratori dell’Ufficio Cei, ci invita a “stare con i piedi per terra” e a contrapporre alla “cultura del provvisorio e alla fragilità dei legami l’audacia di un progetto di vita”.
La moglie Gabriella spiega che in famiglia occorre prendersi cura l’uno dell’altro, “essere disposti nella coppia a crescere e a far crescere l’altro; con i figli a dare la libertà e il permesso di essere se stessi e di fiorire secondo i propri talenti e le proprie vocazioni”.
Ma occorre inoltre “vivere il matrimonio da alleati contro un comune nemico: la discomunione sempre in agguato, complici nel bene, e non in competizione l’uno con l’altro”. E ancora, farsi carico dell’altro, “soprattutto delle sue fragilità, accogliendole e zappettandole amorevolmente giorno per giorno, senza essere passivi nel subire né frettolosi e pretenziosi nell’esigere”.
Infine “mollare l’osso: chiedere perdono e perdonarsi ogni giorno settanta volte sette”.
Dunque la comunione familiare può essere “un cammino di santificazione”? Sì, rispondono i coniugi Proietti, a condizione che sia “un cammino verso la piena umanizzazione” nel quale santità non è sinonimo di masochismo ma di beatitudine, ossia di felicità.
Una “santità della porta accanto, dell’ordinario”, che “non fa notizia come quella straordinaria dei grandi santi, ma può spostare ugualmente le montagne e sgretolare la ‘durezza del cuore’ che tutti abbiamo”. E se la famiglia è “in continua conversione e lavoro su di sé, in un vero cammino di santificazione, cioè di progresso quotidiano verso una maggiore pienezza e felicità di tutti i suoi membri, nella consapevolezza che non si arriva mai alla perfezione ma, all’interno dei limiti di tutti, si può crescere”, finisce per essere attrattiva, assicura ancora Gabriella. “Quando le nostre coppie rifioriscono – racconta -, altre coppie si avvicinano e chiedono ‘ma cosa è successo? Siete cambiati…come avete fatto?… Possiamo venire anche noi?’”. “Quella fioritura – conclude – è il loro cammino di santificazione, è il Vangelo del matrimonio che sparge semi di evangelizzazione”.
Fonte: https://agensir.it/chiesa/2019/04/24/famiglia-don-gentili-cei-accogliere-la-rivoluzione-della-tenerezza-e-allenare-il-cuore-al-perdono/

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