SI TAV ante litteram


La ferrovia da Torino a Chambéry [e Lione], attraverso le più alte montagne d’Europa, sarà il capolavoro dell’industria moderna, sarà il più bei trionfo del vapore, il completamento della sua gloria (…).
Forse qualcuno potrà rimproverarci di esagerare l’importanza di questa ferrovia: ma – se si riflette che essa è destinata a fare, diremmo quasi, scomparire le distanze che separano Venezia, Milano, Genova, Torino e tutte le principali città italiane, dai Paesi che marciano alla testa della civilizzazione, da quei luminosi fari di civiltà che sono Londra e Parigi – bisognerà convenire che, lungi dall’aver sopravvalutato gli effetti della ferrovia delle Alpi, non siamo stati capaci di valutarne in tutta la sua importanza l’influenza sull’avvenire industriale e politico dell’Italia.
Questa linea farà di Torino una città europea, situata ai piedi delle Alpi, all’estremo margine delle pianure d’Italia: essa diventerà il punto d’unione fra Nord e Sud, il luogo dove i popoli di razza germa­nica e quelli di razza latina verranno a fare scambio di prodotti e di cultura, scambio di cui profitterà soprattutto la nazione piemontese (…).”
Camillo Benso conte di Cavour, 1846

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