Diventare santi


Nei confronti della santità abbiamo un atteggiamento ambiguo. Mi spiego.
Siamo molto devoti dei santi, ci portiamo nel portafoglio una loro immaginetta, li preghiamo nel momento del bisogno, accendiamo una candela accanto alle loro statue, andiamo anche in pellegrinaggio ad Assisi, Cascia, San Giovanni Rotondo, per non parlare di Lourdes, Fatima o Medjugorje.
Eppure, se qualcuno ci chiedesse: “vuoi diventare santo?” risponderemmo sconcertati: “io, no! non se ne parla!”.
Infatti, l’immagine che abbiamo dei santi, della loro vita, è un po’ stereotipata: di san Francesco pensiamo subito alla sua povertà, alle stigmate; di padre Pio alle incomprensioni che ha subito; e così via.
E’ come se ci chiedessero di dimagrire di 20 chili in due mesi: impossibile! Di salire in cima ad una montagna: troppo alta!
Ma se ci dicessero di perdere 2 chili forse sarebbe più facile, ci potremmo provare; di arrivare fino a un rifugio ad un’ora di cammino altrettanto.
Ecco: questa è la strada che siamo chiamati a percorrere per diventare santi!
Libera sintesi dall’omelia di don Davide Pavanello, 1° novembre 2018

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