Macron e i cattolici


Il dono dell’impegno che vi sto chiedendo, è questo: non rimanete fuori della porta. Non rinunciate a questa Repubblica, che avete così fortemente contribuito a forgiare. Non rinunciate a questa Europa, di cui avete nutrito il senso. Non lasciate incolte le terre in cui avete seminato. Non togliete alla Repubblica la preziosa rettitudine che tanti fedeli anonimi apportano alla loro vita di cittadini.
Al centro di questo impegno, di cui il nostro paese ha bisogno, vi è la parte di indignazione e di fiducia nell’avvenire, che voi potete apportare.
Perché non siamo fatti per un mondo che sia attraversato unicamente da scopi materialistici. I nostri coetanei hanno bisogno, credenti o non credenti, di sentir parlare dell’uomo da un’altra prospettiva, diversa da quella materiale. Hanno bisogno di saziare un’altra sete, che è una sete di assoluto. Qui non si tratta di conversione, ma di una voce che, insieme ad altre, osi ancora parlare dell’uomo come di un vivente dotato di spirito. Che osi parlare di altro che non del temporale, ma senza abdicare alla ragione né alla realtà. Che osi entrare nell’intensità di una speranza e che, qualche volta, ci faccia toccare con mano quel mistero dell’umanità che si chiama la santità, di cui papa Francesco dice, nell’esortazione pubblicata questi giorni, che essa «è il volto più bello della Chiesa».
Emmanuel Macron
Fonte: https://www.vocetempo.it/la-chiesa-di-macron-il-discorso-che-non-abbiamo-letto/

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