Il coraggio di educare


Nel campo dell’educazione, in Italia, c’è stato un prima e un dopo, una linea di demarcazione non poi così difficile da individuare. un solco profondo che ha trasformato non soltanto apparentemente il panorama del nostro paese anche dal punto di vista educativo: il boom economico.
Fino ad allora, crescere i figli significava svolgere un lavoro duro, ma naturale; l’educazione era, anche sul piano economico, l’unica garanzia che una famiglia potesse darsi Per assicurare continuità e prosperità alle generazioni a venire.
Con il boom economico tutto cambiò, compresa buona parte del nostro secolare senso di insicurezza. Quasi miracolosamente iniziò a svanire la fragilità correlata alla caducità dell’esistenza, connotato primario delle nostre relazioni; anzi si stemperò a tal punto da permettere di interpretare con minor fermezza e maggior flessibilità quelle stesse regole educative amministrate fino all’ora con autoritarismo.
Un cambiamento così drastico delle basi materiali dell’educazione non poteva non avere conseguenze sulla formazione delle future generazioni.
Paolo Crepet, Il coraggio. Vivere, amare, educare. Mondadori 2017
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