Falsi miti sui vaccini

Il vaccino antimorbillo può causare l’autismo.
Non c’è legame tra vaccini e autismo, se non una coincidenza temporale: i disturbi dello spettro autistico si presentano nell’epoca in cui è prevista la vaccinazione contro il morbillo. Questa falsa informazione origina con gli studi pubblicati da Andrew Wakefield su Lancet nel 1998. Questo lavoro non provava una vera correlazione tra autismo e vaccino antimorbillo. Tantissimi studi epidemiologici hanno in seguito smentito questa pubblicazione.
Gli immigrati fanno abbassare le soglie vaccinali.
Gli immigrati si vaccinano, quando vengono loro offerte correttamente le vaccinazioni.
Nei vaccini sono presenti metalli pesanti pericolosi.
Il mercurio non è più contenuto nei vaccini in uso nel nostro Paese.
L’alluminio è usato in quantità bassissime, inferiori a quelle con cui entriamo in contatto attraverso l’acqua. Le nano particelle sono presenti ovunque, uno dei maggiori contenitori di nano particelle con cui veniamo in contatto è l’acqua.
Somministrare più vaccini insieme aumenta gli effetti collaterali.
I vaccini combinati non danno maggiori effetti collaterali dei vaccini somministrati singolarmente (p.e. l’esavalente non dà più effetti collaterali rispetto a 6 eventuali somministrazioni distinte).
La co-somministrazione di 2 vaccini distinti può aumentare la probabilità di una reattogenicità (p.e. esavalente e meningococco B), ma che l’intensità degli effetti collaterali si sommi è difficile dimostrarlo.
Con la vaccinazione si può essere contagiosi.
Ciò è escluso per i virus che si propagano con l’aria. Nei casi in cui il vaccino contro la varicella dà luogo ad un esantema, invece, il virus potrebbe essere presente nelle vescicole e il contatto con queste potrebbe presentare un piccolo rischio di contagio.
La vaccinazione di massa è un favore alle case farmaceutiche.
Le multinazionali che producono vaccini guadagnerebbero di più se la gente si ammalasse; il guadagno sui vaccini è ridotto rispetto a quello sugli altri farmaci.
Elisabetta Franco, Professore Ordinario di Igiene, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Articolo tratto da Città Nuova, luglio 2017

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