Un’ombra scura su noi tutti

Ciò che impressiona nel dramma di Charlie Gard è che, in questo caso, si prescinda totalmente da quanto finora è stata detta essere la colonna delle norme sulla eutanasia, cioè la volontà del malato o di chi lo rappresenta. Qui non c’è alcuna domanda di morire.
Qui c’è lo Stato che interviene su una determinazione di medici e sentenzia: soffri troppo, e non ti si può guarire, conviene per il tuo stesso bene che tu muoia.
Sinistro, questo Stato, e poi la stessa Europa, che si ergono a giudici della liceità di una vita. Non si potrebbe almeno lasciare che la malattia del bambino segua il suo naturale decorso?
No, evidentemente costa troppo. E sembra quasi una profezia, la vicenda di Londra, sulle nostre vite fra trent’anni, quando saremo vecchi, malati – e costosi.
Marina Corradi, Avvenire 29 giugno 2017
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!
P.S. Ho pubblicato questo articolo perché mi ha convinto il valore della testata e dell’autrice e pur trattenendo per me un dubbio, a cui ieri non ero riuscito a trovare risposta: “perché i medici hanno portato avanti, per giustificarsi, l’argomento dell’accanimento terapeutico?”.
A questo dubbio prova a dare una risposta un medico cattolico: se ti interessa clicca qui!

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