Corridoi umanitari: cosa possiamo fare noi?

“In Italia recentemente ci sono state alcune polemiche sul soccorso in mare alle persone che fuggono dalla guerra. Questo programma dei corridoi umanitari è fuori da ogni polemica, non accetta alcun tipo di polemica, è un programma di pace, di bene, di convivenza e di integrazione. Benvenuti in Italia e siate sicuri che tutto il popolo italiano è felice di accogliervi e di darvi un futuro”.
Con queste parole Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha accolto questa mattina all’aeroporto di Fiumicino altri 68 profughi siriani giunti in Italia dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese.
Domani sono previsti altri 57 arrivi per un totale di 125 persone, per lo più nuclei familiari, tra cui 48 minori. Il più piccolo si chiama Hikmat: ha tre mesi ed è il quinto figlio di una famiglia di Homs.
Con gli arrivi di oggi, il progetto ecumenico dei Corridoi umanitari ha raggiunto la cifra di quasi 800 profughi arrivati in sicurezza e legalmente in Italia, dal febbraio 2016, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!
Ti interessa saperne di più? Cliccando qui potrai conoscere l’iniziativa dell’UP9 di Torino che ha aderito a questo progetto!
Vedi anche La Stampa del 30 aprile 2017!

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