La famiglia è “fuori mercato”

Nella logica del liberalismo più spinto, funzionale al consumismo, la stabilità familiare è un ostacolo

Questo fenomeno è il prodotto culturale del cosiddetto “individualismo emancipativo”, secondo cui l’individuo deve essere emancipato e libero da qualunque costrizione. In questo senso lo Stato diventa una fabbrica di diritti, dà diritti agli individui in modo che possano realizzare interessi individuali. Una sorta liberismo spinto particolarmente funzionale al mercato.
Il mercato ha bisogno di gente mobile, che cambia lavoro, che cambia gusto, che cambia casa. E questo con la relazione familiare non è compatibile.
I consumi del singolo e della famiglia non sono uguali.
Pensiamo al lavoro: se uno è single fa determinate scelte, se uno ha famiglia non può, ha altre priorità, altre esigenze. E per questo, dal punto di vista del mercato, la relazione è da condannare.
Pier Paolo Donati, Noi, famiglia e vita, marzo 2016

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