Humanae vitae

«Chi legge serenamente l’enciclica troverà che essa non è affatto impregnata di naturalismo o biologismo, ma è preoccupata di un autentico amore umano, di un amore, che è spirituale e fisico in quella inseparabilità di spirito e corpo, che caratterizza l’essere umano.
A Paolo VI sta a cuore difendere la dignità umana dell’amore umano e coniugale. Perciò la libertà — che nella sua essenza è libertà moralmente ordinata — è al centro delle sue riflessioni. Il Papa ritiene la persona umana capace di una grande cosa: capace di fedeltà e capace di rinuncia. Per questo motivo egli non vuole che il problema della fecondità responsabile — il controllo delle nascite — sia regolato in modo meccanico, ma che venga risolto in modo umano, cioè morale, a partire dallo spirito dell’amore e della sua libertà stessa…
Del resto se si volesse fare un rimprovero al Papa, non potrebbe essere quello del naturalismo, ma al massimo quello che egli ha un’idea troppo grande dell’essere umano, della capacità della sua libertà nell’ambito del rapporto spirito-corpo».
Joseph Ratzinger
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