Che cosa è Chiesa?

In clima di Conclave tutti i riflettori sono puntati sul Vaticano, sui cardinali, sulla curia romana. Non potrebbe essere altrimenti. È l’evento del momento.  Tuttavia, una volta di più, questa concentrazione mediatica rischia avvalorare quella visione distorta che riduce il “popolo di Dio” (espressione utilizzata nel Concilio Vaticano II per indicare la Chiesa) alle gerarchie e al clero. Anche loro sono la chiesa.
Ma non tutta la chiesa. Raramente si definisce chiesa, ad esempio, la famiglia cristiana. Un padre e una madre con i loro figli, nella vita quotidiana fatta di scuola, lavoro, tempo libero, ansie, speranze, progetti e- perché no – anche preghiera, sono chiesa. Ma anche una coppia di sposi –  che non ha ancora o non può avere figli – è chiesa. Perché “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20). Un gruppo di giovani, il “giro” dell’oratorio, un’associazione di volontariato, un complesso musicale o qualsiasi altra comunità che si riunisce e si riconosce nel nome di Gesù è Chiesa. Ma si fatica a chiamarla così. È più facile farla semplice, riassumere un “popolo” in alcune figure istituzionali importanti e rappresentative ma che non esauriscono la complessità dell’insieme. Mi capita talvolta di confrontarmi con amici o interlocutori sul tema della chiesa. Che cosa è questa chiesa? Solo il prete con il quale hai avuto da ridire? Solo quell’ente di cui hai letto pessime cose su qualche giornale? Solo la suora che all’asilo ti ha dato uno scappellotto? Solo l’8×1000? O non forse anche i tuoi nonni? La tua famiglia? Quei “cristiani semplici” che ti hanno dato una mano a trovare lavoro? Quelle persone, più o meno organizzate, che passano nella tua vita lasciando cadere nel presente qualche goccia di speranza e di affetto, senza nulla chiedere in cambio?

Il popolo di Dio è tutte queste cose, il papa che andato e quello che verrà, i cardinali che torneranno nella loro diocesi una volta riaperte le porte della Sistina, i sacerdoti che faticano a star dietro ad un mondo che continuamente si trasforma, le suore e i religiosi che non risparmiano preghiera e sudore per far assomigliare il mondo presente al Regno di Dio; ma anche e soprattutto quei “cattolici qualunque” che lasciano entrare Cristo nella loro vita, perché la illumini e ne faccia qualcosa di bello; e che, quando e come possono, lo condividono con i fratelli che incontrano.
Patrizio Righero

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